Qui puoi trovare tutte le informazioni sugli eventi che l'Accademia di Belle Arti 'Pietro Vannucci' di Perugia propone. Una serie diversificata di eventi durante tutto l'anno accademico: mostre, seminari, incontri con artisti, conferenze, workshop e molto altro. 

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SIAMO AL DOLCE ? di Barbara Steviano


Congratulazioni a Barbara Stievano, studentessa del biennio di Arti Visive (diretto dal prof. @Nicola Renzi,) vincitrice della 23° edizione del Concorso internazionale di Scultura da vivere, promosso dalla Fondazione Peano di Cuneo.


Congratulazioni a Barbara Stievano, studentessa del biennio di Arti Visive (diretto dal prof. @Nicola Renzi,) vincitrice della 23° edizione del Concorso internazionale di Scultura da vivere, promosso dalla Fondazione Peano di Cuneo.
👉Tema dell’edizione : "Salveremo il pianeta? Arte, sviluppo sostenibile e riciclo".
🔴L’opera della scultrice, "Siamo al dolce?", che sarà presentata ai cittadini cuneesi sabato 3 luglio alle ore 18, si è rivelata perfettamente in grado di interpretare la tematica indicata nel bando: come argomenta in una breve nota Emidio De Albentiis , Direttore dell’Accademia perugina, “la scultura, poggiante su una pedana in lamiera di alluminio che evoca un centrino da pasticceria, ha il suo perno in una fetta di dolce realizzata con un’anima in ferro rivestita tamponata in compensato marino e rivestita a caldo (col ferro da stiro) – ed ecco l’intelligente modo dell’artista di dare vita al riciclo – con la plastica dei sacchi neri per la raccolta indifferenziata dei rifiuti, un materiale, quest’ultimo, da tutti negletto, e invece ripensato in ci contesto dialettico e formale tutto diverso. La fetta di dolce così ottenuta è dominata da un grande cucchiaino da dolce. Sospesa tra le intuizioni pop di un Claes Oldenburg e la reminiscenza di alcune esperienze di Trash Art, la Stievano si differenzia però da questi possibili riferimenti: l’ironia non può più essere quella di 60 o anche solo di 25 anni fa, ma deve aprirsi, si veda il punto di domanda del titolo dell’opera, alla scelta consapevole di noi uomini del XXI secolo, se vogliamo continuare a degustare un dolce o se vogliamo procedere verso un mondo sempre meno vivibile. Il tutto, però, è detto con leggerezza calviniana e senza toni millenaristici, ma con uno stile attento all’effetto d’insieme e che vuole solo invitarci sia alla riflessione sul nostro destino di oggi e di domani sia riguardo al potere comunque catartico e liberatorio dell’arte”.



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