Direttore Emidio Domenico De Albentiis

Saluto del Direttore

L’Accademia è di tutti coloro che la amano!

Dalla Storia al Futuro, da Perugia al Mondo

Emidio D. De Albentiis

Appartenenza e apertura: credo siano questi due concetti, contraddittori solo in apparenza, a poter costituire il binomio vincente dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” in questa fase della sua storia pluricentenaria. Appartenenza in quanto siamo figli di una vicenda nata 445 anni fa dall’intuizione di un artista, Orazio Alfani e di un matematico-architetto, Raffaello Sozi, che si trovarono a guidare “una vertuosa schiera” di artefici come loro: Perugia era allora dominata culturalmente dall’influenza prestigiosa benché “straniera” di Giorgio Vasari, ma aveva ritrovato – pur sotto l’autorità pontificia ancora perdurante (e lo sarebbe stata a lungo) – le magistrature cittadine di autogoverno grazie a papa Giulio III. Quelle stesse magistrature cancellate dalla violenza della Guerra del Sale del 1540 voluta dal suo predecessore Paolo III. Un’Accademia, sede del pensiero e della ricerca estetica e progettuale, capace dunque di unire fin dall’inizio della sua storia arte e scienza, in un connubio che può e deve guidarci ancora.

Dobbiamo certamente esserne orgogliosi, ma sbaglieremmo moltissimo se ci fermassimo a questo sia pur legittimo e giustificato sentimento di fiera appartenenza: come è già avvenuto in questi ultimi anni, dobbiamo aprirci sempre più alla realtà che ci circonda, sia a quella più immediatamente vicina, sia a quella più lontana, quel mondo di relazioni planetarie oggi reso apparentemente a portata di mano dalle nuove tecnologie. Rapportandoci a questo insieme variegato di realtà e di istituzioni, prossime e distanti, dobbiamo portare in dote i nostri valori ma rimanendo in costante ascolto di quanto ci propongono esperienze diverse dalle nostre. La cultura, quella vera e profonda (e si spera duratura) nasce dal confronto, non dall’arroccamento: ma su questo l’Accademia “Pietro Vannucci” ha iniziato da gran tempo (si pensi che fu tra le prime, si era ancora a fine Novecento, a inserire nei piani di studio materie d’insegnamento di assoluta avanguardia) un percorso di grande e preziosa apertura. Continuiamo così, carissimi ragazze e ragazzi, carissimi colleghe e colleghi!

In modi sempre più strutturati, la nostra Accademia – anche grazie all’acquisizione dei nuovi e funzionali spazi didattici del Polo Santa Chiara (in attesa che siano ultimati i lavori per la grande aula polivalente che sarà ospitata nell’ex refettorio dell’affascinante convento francescano che ci accoglie dal 1901) – si sta articolando in due Dipartimenti distinti, il primo di Arti Visive (Pittura e Scultura), il secondo di Arti Applicate (Progettazione artistica per l’Impresa-Design e Scenografia, più un indirizzo di imminente attivazione quale Fashion Design), nonché in un Biennio (per ora diviso in un Biennio di Pittura e in uno di Scenografia, ma che si spera fondatamente di allargare in tempi brevi ad un Biennio di Scultura e ad un Biennio di Brand Design). Una sostanziale pluralità di offerta didattico-formativa che – idealmente – ricorda i tempi gloriosi del 1573, con un pittore e un matematico-architetto alla guida dell’Istituzione. L’auspicio forte che intendo formulare è racchiuso in una parola sola, sinergia: tutte le Scuole e i Dipartimenti dell’Accademia devono sentirsi parte di un’Istituzione viva, che cura la formazione e l’espressione artistica e progettuale di ciascuno Studente, come anche di ciascun Collega. Come già detto ci apriremo sempre più alla città e al mondo: non solo ciò è ormai divenuta una nostra preziosa tradizione didattico-culturale, ma è l’Istituzione stessa a farlo quotidianamente, accogliendo Studenti di provenienza eterogenea, con i nostri Studenti capaci di regalare il loro entusiasmo, la loro gioventù fatta di idee, di sensibilità e di sorrisi ai loro coetanei che vengono spesso da mondi assai lontani.

Un ulteriore fondamentale auspicio è che quanto sarà appreso nelle nostre aule divenga un domani, per i tanti giovani che passeranno di qui, occasione di lavoro e di inserimento sociale e, in ogni caso, una fonte perenne di compagnia e di gioia per il loro spirito e la loro mente. Buon lavoro a tutti! 

L’Accademia è di tutti coloro che la amano!

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