Gianni Cinti
“Le cose sono più complesse di quanto sembrino.” Bruno Munari
All’Accademia di Belle Arti di Perugia la lezione si costruisce come un dialogo attorno a una stessa domanda: che cos’è un oggetto quando smette di essere soltanto una cosa?
Nell’intervento di Gianni Cinti l’oggetto viene osservato come dispositivo progettuale: una forma che determina posture, relazioni, rituali e configurazioni nello spazio. Attraverso una selezione di lavori ripercorrerà sinteticamente il suo percorso professionale – dalla formazione e dalle esperienze nel sistema moda fino ai progetti legati alla casa e alla produzione artigianale – per mappare una ricerca che si muove tra due ambiti complementari: oggetti del corpo e oggetti dello spazio.
Gli “oggetti del corpo” nascono dalla contaminazione con la moda: superfici, accessori, elementi che aderiscono alla figura e ne ridefiniscono identità e rappresentazione. Sono oggetti mobili, legati al gesto e alla dimensione performativa dell’uso.
Gli oggetti dello spazio – ceramiche, vetri, elementi per la tavola e per il lifestyle – segnano invece un ritorno alla materia e alla filiera produttiva. Qui il progetto si confronta con tecnica, vincoli, responsabilità d’uso. L’oggetto non veste più il corpo: struttura lo spazio e orienta comportamenti.
Il designer parte da funzione, produzione, responsabilità e permanenza nel mondo; l’artista può sospendere la funzione, incrinarla o sovvertirla per generare senso.
Nel design l’oggetto deve abitare il mondo. Nell’arte può metterlo in crisi.
La masterclass si colloca esattamente in questo spazio di attrito.
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Gianni Cinti è un progettista umbro che lavora tra design, moda e arte applicata. Laureato presso il prestigioso Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA) di Urbino, ha collaborato con numerosi brand di moda e design come fashion e lifestyle consultant. Tra i suoi progetti più noti si distinguono quelli legati all’arte della tavola, in particolare le posate Jungle per Sambonet (2023) e l’iconica Heritage Collection disegnata per Rosenthal (2020).
Un capitolo fondamentale della sua carriera è stato il lungo periodo trascorso come assistente di Gianfranco Ferré: un’esperienza che ha avuto un impatto determinante sul suo approccio progettuale, permettendogli di apprendere direttamente dal grande designer milanese il valore del rigore, della sensibilità cromatica, dell’innovazione e della visione creativa. Il lavoro di Cinti integra moda, arte e design, muovendosi costantemente tra tradizione e innovazione.
Tra i progetti recenti si distinguono il progetto tessile Fra-me per Doppia Firma, selezionato da Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e Triennale Milano e presentato alla Milano Design Week 2024, e la ricerca sulla ceramica derutese sviluppata in occasione della mostra Erranti, curata da Francesca Alfano Miglietti (FAM) nel contesto del Como Lake Design Festival.
Nel 2025 ha presentato a Parigi la collezione Bold, disegnata per Salviati Venezia 1859, storica fornace del vetro di Murano con la quale collabora anche alla direzione creativa. Il suo progetto più recente è CODE, una collezione di wallpaper per Jannelli & Volpi.
Visiting Professor in numerose università internazionali, Gianni Cinti è stato docente presso il Politecnico di Milano e l’Istituto Europeo di Design (IED) di Milano. Il suo lavoro si distingue per una ricerca profonda e raffinata che si sviluppa tra tradizione e innovazione, creando un dialogo continuo con il passato e con l’“altrove”. Rileggendo l’heritage e utilizzandolo come strumento progettuale, la memoria storica si fonde con la modernità, dando vita a oggetti e progetti che superano la semplice funzionalità: raccontano storie e offrono nuovi e originali punti di vista. Vive e lavora a Milano.
